Comunemente la neuropsicologia è intesa come la disciplina che studia gli effetti cognitivi e comportamentali provocati da una lesione cerebrale. Un’idea diffusa è quella che vede il neuropsicologo clinico come “professionista dei test e tecnico della riabilitazione”, ovvero colui che sottopone il paziente a numerose prove per valutarne l’efficienza cognitiva e che utilizza dei protocolli per la riabilitazione delle capacità deficitarie.

Ma è solo questo?

No.

La neuro-psicologia è molto di più; è la disciplina che mette in comunicazione fra loro due linguaggi, quello delle scienze biologiche (neuroscienze, neurofisiologia, neuroanatomia) e quello delle scienze umane (psicologia, filosofia, antropologia). La necessità di integrare questi due linguaggi viene dalla visione dell’uomo non solo come un organismo che funziona secondo meccanismi causali, come è per la medicina, ma anche come corpo vivo che incontra il mondo e ne fa esperienza; un corpo che si emoziona, che agisce e patisce, e che può essere compreso attraverso l’analisi dei suoi modi essere nel mondo, attraverso le sue motivazioni, che non seguono la rigida logica causa-effetto. Il presupposto fondamentale è che ogni persona è unica, e straordinaria nella sua unicità, e che ogni paziente è irriducibile a delle etichette diagnostiche; queste sono utili per dare un nome condiviso ad un certo quadro sintomatologico, ma non permettono di comprendere la persona in quanto essere umano, nella sua totalità. Se dico che Mario è un afasico motorio, per esempio, so che Mario ha avuto una lesione cerebrale che, molto probabilmente, coinvolge l’area di Broca, e che gli ha causato un disturbo del linguaggio per cui fa fatica ad articolare correttamente i suoni linguistici, ecc. Ma tutto questo non mi dice CHI è Mario; so solo che disturbo ha. Ma la persona non si riduce al suo disturbo. La Neuropsicologia cura e si prende cura dei pazienti cercando di comprenderli nella loro interezza, sia da un punto di vista “neuro-logico” sia da una prospettiva “psico-logica”. Per questo, un trattamento neuropsicologico lavora sulle difficoltà cognitive e comportamentali provocate dalla lesione e, contemporaneamente, sulle emozioni del paziente e sui suoi modi di essere nel mondo, in modo da offrirgli un adeguato sostegno psicologico per gestire la situazione nuova in cui si trova. La riabilitazione cognitiva neuropsicologica è guidata dall’obiettivo di aprire nuovi orizzonti di possibilità al paziente in modo che possa tornare a sentirsi vivo e attivo nel mondo.